Confraternita di San Michele e San Leonardo - Monteroduni

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Confraternita di S. Michele A. e S. Leonardo...











Storia

Abito solenne

Abito quaresimale

Il cappuccio


Storia della Confraternita di S. Michele A. e S. Leonardo

La Confraternita di S. Michele A. e S. Leonardo di Monteroduni viene eretta canonicamente come ente di culto e associazione di mutuo soccorso nell'anno 1883. Essa nasce dalle ceneri di tutte le confraternite esistenti a Monteroduni dal 1500 che erano: L'arciconfraternita di S. Leonardo, la Confraternita di Carità e Misericordia e la Confraternita del SS. Sacramento. Tra tutte le confraternite sopra citate un ruolo di rilevante importanza, per la nostra pia associazione, lo riveste l'Arciconfraternita di S. Leonardo. Questa antichissima Confraternita si fonda nel nostro paese nel 1520 forse per volere dei principi Pignatelli di Monteroduni che ne rivestirono sempre la carica di priori.
Tra le consuete funzionalità di ente di culto, l'arciconfraternita era un ente feudale ma aveva il compito, essendone anche proprietaria, di mantenere vivo e funzionale l'ospedale cittadino situato presso la porta "da capo" (ru Spuort) dove ora è situata la casa di Forte Nicolangelo. la confraternita divenne un punto di potere per tutto il paese fino alle invasioni napoleoniche, quando per volere dell'Imperatore dei francesi tutte le confraternite furono messe al bando. Della confraternita non rimase più niente tranne la croce che ora e di pertinenza della Confraternita di S. Michele. Questa croce, fatta costruire nel 1547 dai confratelli di San Leonardo, fu ceduta dalla congrega di Carità a quella di S. Michele il 10 gennaio 1883 sotto clausola di restituzione nel caso in cui fosse rinata l'arciconfraternita di S. Leonardo. Per non perdere l'usufrutto della croce,la nuova confraternita di S. Michele il 6 novembre dello stesso anno consacrò il sodalizio anche a S. Leonardo, facendo nascere l'attuale confraternita. Come detto in precedenza la Confraternita di S. Michele Arcangelo viene eretta canonicamente nel1883. I promotori di tale progetto furono Raffaele Massaro, sagrestano dell'Insigne Collegiata, e il dott. Florindo Del Rossi, medico condotto del paese. Lo scopo della confraternita era quello di adempiere in modo lodevole ai doveri cristiani tramite le sette opere di misericordia corporale con maggior accezione alla cura del seppellimento di chi non poteva permettersi una sepoltura decorosa.
Nel 1884 la confraternita riceve dal comune la disponibilità di allestire nella cappella di S. Urbano papa un oratorio perpetuo e nel 1900 edifica una cappella nel cimitero comunale per soddisfare quanto detto sopra.
Come oggi anche nel passato la confraternita, oltre agli scopi primari di religiosità e pietà popolare, è calata interamente nella vita sociale del paese promuovendo il culto verso i santi protettori del sodalizio e il perpetrarsi delle manifestazioni di culto pubblico più significative della tradizione Monterodunese.
L'abito

L’abito (o divisa) è l’elemento esteriore che conferma l’appartenenza alla confraternita. L’abito non è solamente un semplice vestito che deve essere usato nelle manifestazioni di culto pubblico, ma è un insieme di elementi che hanno un significato ben preciso. Per quanto riguarda la nostra confraternita sono previsti due abiti che vengono alternati a seconda dei periodi liturgici e delle manifastazioni di culto pubblico.

Abito solenne (utilizzato durante le feste)
Abito solenne (utilizzato durante le feste)

1. Camice bianco
2. Mozzetta azzurra
3. Collare rosso ricamato in filo dorato con medaglione di S. Michele in argento
4. Laccio dello stesso colore della mozzetta.
Abito quaresimale (utlizzato in quaresima, Settimana Santa, Riti delle Esequie)

1. Camice bianco
2. Mozzetta rosso/bordeaux con  stemma delle anime purganti
3. Laccio azzurro
4. Cappuccio Bianco
5. Guanti bianchi
Il cappuccio

è il simbolo dell’umiltà e dell’uguaglianza che, comprendo il volto, rende tutti somiglianti.
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