Il territorio di Monteroduni - Monteroduni

Monteroduni
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MONTERODUNI TRA ANTICHITÀ SAPORI E CULTURA
Monteroduni
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Il territorio...
Nome Abitanti: Monterodunesi
Sindaco Attuale: Sindaco (Nicola Altobelli)
Numero Abitanti: 2018 abitanti 01/01/2022 - (vedi tabella ISTAT)
Densità: 61,99 abitanti/km²
Altezza s.l.m.:  447
Latitudine: 41° 31' 27''
Longitudine:  14° 10' 36''
Superficie:  37,02 Kmq.
Codice Catastale: F601
Codice Istat: 094030
Prefisso:  0865
Cap:  86075
Nazione: Italia
Regione: Molise
Provincia: Isernia (IS)
Zona: Italia Meridionale
Patrono: S. Michele Arcangelo 29 settembre
Pericolosità sismica: zona 1 (alta): PGA ³ 0,25g
Class.Climatica: zona D, 1903 GG
Città dell'Olio: 17 setembre 2022 consegna della bandiera

Lo stemma attuale del Paese

Nell'antichità il paese si estendeva all'interno delle mura di cinta,
mentre attualmente si è diffuso su tutto il territorio.
Lo stemma è formato da tre monti con sopra una stella.
Dicembre 2021:  popolazione fine periodo - 2018
Dicembre 2020:  popolazione fine periodo - 2067
Dicembre 2019:  popolazione fine periodo - 2090
Dicembre 2018:  popolazione fine periodo - 2118
Dicembre 2017:  popolazione fine periodo - 2135
Dicembre 2016:  popolazione fine periodo - 2183
Dicembre 2015:  popolazione fine periodo - 2264
Dicembre 2014:  popolazione fine periodo - 2206
Dicembre 2013:  popolazione fine periodo - 2204
Dicembre 2012:  popolazione fine periodo - 2206
Dicembre 2011:  popolazione fine periodo - 2293
Dicembre 2010:  popolazione fine periodo - 2319

Origini di Monteroduni
Il territorio, il borgo e il castello

Il borgo storico di Monteroduni sorge su un colle delle estreme propaggini nord-occidentali dei monti del Matese che dà sulla sottostante piana del Volturno.
 
La parte montana del territorio, per lo più inclusa nella Foresta Demaniale Regionale “Monte Caruso-Monte Gallo”, è percorsa da antichi sentieri di collegamento alle zone del Matese alto. Sentieri che toccano siti di notevolissimo pregio naturalistico, come la Forra del Peschio Rosso, una delle più profonde dell’Appennino centro meridionale, molto conosciuta dagli appassionati di torrentismo. Essa è raggiunta dal sentiero chiamato “Via della Principessa”, recentemente incluso nel “Sentiero Europa 1”, riconosciuto dalla UE, e nel “Sentiero dei Parchi” come tratto di collegamento fra il Parco Nazionale d’Abruzzo ed il Parco Nazionale del Matese, un progetto del CAI in corso di realizzazione.
 
La parte in pianura, invece, costituisce il punto di transito obbligato per i flussi stradali e ferroviari che dalla Campania (Napoli dista solo 100 Km circa) e dal Lazio (Roma dista solo 200 km circa) raggiungono l’Abruzzo meridionale e il Molise. È percorsa, oltre che dal fiume Volturno, anche dagli affluenti Vandra e Lorda, ed è pure segnata dalla presenza di numerose sorgenti, alcune delle quali formano caratteristici laghetti di elevate qualità ambientali. È quindi anche una piana fertilissima, e per questo ha da sempre permesso la coltivazione di pregiati e tipici prodotti ortofrutticoli.
 
Il centro storico di Monteroduni ha la tipica, e ben conservata, struttura urbana del borgo “incastellato” di epoca longobarda/normanna, con il Castello e la Chiesa posti nella parte sommitale, e le case, addossate le une alle altre, disposte con uno schema a raggiera fino alle vie extramurali dell’antica cinta fortificata.
 
Il Castello, appartenuto in ultimo all’importante famiglia napoletana Pignatelli della Leonessa, è oggi di proprietà comunale. Ricco di storia, negli anni ’90 fu oggetto di significativi lavori di restauro e risulta ben conservato. Presenta una pianta quadrangolare, con quattro torri merlate. Si sviluppa su tre livelli, con un percorso sommitale al livello delle merlature da cui si gode una spettacolare vista sulla piana e sulla fronteggiante catena delle Mainarde. È arricchito dalla presenza di un giardino cintato, dove si svolge l’Eddie Lang Jazz Festival, uno degli eventi jazzistici più importanti in Italia.
 
Nel Castello è inoltre custodito l’archivio storico della famiglia Pignatelli, un vero e proprio tesoro, con documenti che partono dal XV secolo, già oggetto di catalogazione da parte dell’Archivio di Stato di Campobasso, con preziose notizie d’epoca non solo sulla famiglia Pignatelli, e le sue ramificazioni parentali, i suoi possedimenti in Napoli, Palermo, la ex Jugoslavia, ma anche su altre importanti famiglie italiane, quali i Ruffo di Calabria, Carafa, Gravina, Starabba. Notevole anche la piccola raccolta di pergamene e di volumi legati in pergamena (XV-XVII secolo), molti dei quali già restaurati dalla Soprintendenza Archivistica del Molise.

Opere pubbliche: Acquedotto, prima illuminazione, primi uffici e prime vie di comunicazione.

Nel 1193 il paese fu distrutto e rimase senza acqua per circa 800 anni e diverse abitazioni avevano pozzi e cisterne, alimentati dall'acqua piovana che veniva usata solo per le faccende domestiche, mentre per dissetarsi ci si riforniva a diverse sorgenti naturali tutt'ora esistenti (Capotrio, S. Nazzaro, La Fontana etc….). Il primo vero ed attuale acquedotto di Monteroduni venne progettato nel 1934, iniziato il 18 marzo 1935, collaudato il 12 aprile 1938 e perfettamente funzionante dal 14 settembre 1938.
Notizie certe rivelano che Monteroduni è stato il primo paese ad avere l'illuminazione. Infatti il 20 novembre 1883 il paese beneficiò del primo impianto a petrolio, e il 28 ottobre 1913 fu inaugurata la pubblica illuminazione ad energia elettrica fornita dalla centrale sita i contrada S. Nazzaro, di proprietà del principe Pignatelli, usufruendo delle acque dello stesso lago.
Venne istituito nel 1881 il primo ufficio postale a Monteroduni, mentre nel 1899 fu istituito anche un ufficio telegrafico.
La linea ferroviaria Caianello-Campobasso, comprendente anche Monteroduni e Macchia d'Isernia, fu inaugurata il 21 marzo 1894 con stazione a Spinete. In seguito venne distrutta durante la II guerra mondiale e ripristinata nel 1950 con la stazione attuale.
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